Skip to content

Quel razzismo che si nasconde nel cervello

febbraio 18, 2013
tags:
L’arresto preventivo basato sulla presunzione di predisposizione al reato di razzismo potrebbe non essere più un argomento solo da film di fantascienza.
Alcuni studiosi internazionali hanno in effetti testato un dispositivo che consente la scansione del cervello e dell’attività cerebrale alla visione di individui di razza africana, arrivando al risultato che, udite udite, “il razzismo lascia traccia nel cervello”.
Quindi ora le polizie di mezzo mondo avranno il suo ben d’affare per arrestare tutte le persone con “tracce di razzismo nel cervello”, e chi se ne frega se la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo vieta la fotografia del cervello! La Convenzione si piegherà al politically correct. Vedremo le galere piene di finti benpensanti? Quelli del “razzista no… ma gli zingari, proprio non li sopporto!

Wall Street Italia – In un futuro non molto lontano, le scansioni cerebrali potrebbero stabilire se un individuo ha una propensione al razzismo oppure no. Parola di alcuni scienziati, che hanno condotto uno studio che ha dato risultati sorprendenti, secondo cui le scansioni sarebbero capaci di individuare le differenze nel modo in cui gli esseri umani presentano determinate attitudini razziali verso la gente di colore o verso i bianchi.

Gli psicologi Tobias Brosch dell’Università di Ginevra, in Svizzera e Eyal Bar-David e Elizabeth Phelps, dell’Università di New York, hanno di fatto sottoposto alcuni volontari a un test, facendo vedere loro foto di persone afroamericane e di carnagione chiara, ed esaminando la loro attività cerebrale.

Dallo studio è emerso che il razzismo lascia un’impronta nel cervello. “La diversa attività cerebrale registrata nell’osservazione di persone bianche o nere è nettamente più marcata nei soggetti razzisti che non nelle persone senza pregiudizi”, ha spiegato Tobias Brosch.

L’applicazione di uno studio del genere potrebbe avere molte ripercussioni anche legali.

Diversi avvocati potrebbero per esempio far ricorso alle scansioni per difendere i propri clienti, probabilmente oggetto di epidosi razzisti. C’è solo un ostacolo, non da poco. Il “Brain Imaging”, ovvero la fotografia del cervello, va contro la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Da AT.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: