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Spiegate a Saviano cos’è la “gnocca”

novembre 12, 2012

Scrive il solito pezzo buonista per difendere l’Occidente e gettare fango su Putin, reo di aver punito le Pussy Riot, quelle 4 ragazzine che compiono riti invertiti in chiese sconsacrate e che tutto l’Occidente appecoronato difende.

Poi prova a tradurre il loro nome e dimostra di averlo letto troppo superficialmente, facendo la solita figura da bacchettone ingenuo e un po’ fesso.

Invece di crescere coi suoi coetanei e imparare dalla strada quelle cose che non si imparano sui libri, preferiva masturbarsi il cervello con le letture inutili, evidentemente.

E ci sembra un po’ Mimmo, il personaggio di Verdone in “Bianco, Rosso e Verdone”, quando chiede alla Sora Lella cosa sia quel ‘bosco nero’ che una donna gli ha mostratoUna “pussy” caro Roberto!

(Libero Quotidiano) – Con sguardo serio, un po’ truce, tono solenne, una mimica composta e magari Fabio Fazio con sguardo languido e adorante al suo fianco, Roberto Saviano ci ha dato lezioni un po’ su tutto. Non solo camorra, di cui vanta un’enciclopedica conoscenza. Ma anche politica, moralità, calcio, economia e, tra gli altri argomenti, storia d’Italia. L’autore di Gomorra, nella sua rubrica sull’ultimo numero de L’Espresso, parla di Pussy Riot, il gruppo di donne che, in Russia, contestano il governo di Vladimir Putin usando il canto e il proprio corpo come “arma”.

La premessa – Saviano ricora che due componenti del gruppo anti-Putin, ora, si trovano detenute in Siberia e Mordovia, lontane dai loro figli, in carceri dove le condizioni di vita sono disumane. In Russia, sottolinea lo scrittore campano, nessuno si indigna, giornali e tv non ne parlano, mentre invece, nel resto del mondo, sono il simbolo della libertà di espressione. Nel suo “L’antitaliano” (il nome della rubrica che è tutto un programma), Saviano parte da Anna Politkovskaja, la giornalista che ha pagato con la vita la sua opposizione ai poteri forti della Federazione, fino ad arrivare all’ultima evoluzione della contestazione anti-governativa.

Spiegategli qualcosa… – Eccoci dunque alle Pussy Riot. “Alle vecchie ombre se ne aggiungono nuove – spiega Saviano -. Pussy Riot è un nome lezioso e che ispira tenerezza. ‘La rivolta delle gattine’ è il nome di un collettivo russo femminista, politicamente impegnato che agisce sotto rigoroso anonimato”. Siamo arrivati al punto. L’autore di Gomorra ci ha dato lezioni su tutto, ma viene bocciato in inglese. Premessa: vero, la prima traduzione del termine “pussy” è micio, micino. Da cui, “la rivolta delle gattine” (riot, infatti, significa rivolta). Ma la seconda traduzione del termine “pussy”, con accezione volgare, è “fica”. E’ semplice – pur sapendo che giocano sul doppio signficato – immaginare a quale accezione le “riot” (la cui cifra stilistica è il canto e l’esibizione del proprio corpo) facciano riferimento. Di sicuro trasecolerebbero se il loro movimento venisse chiamato “la rivolta delle gattine”. Saviano, costretto a una vita durissima, perennemente sotto scorta e per forza di cose isolata, forse avrebbe bisogno di una breve ripetizione sul significato delle “pussy”.

Da AT

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