Skip to content

Navigare necesse est

luglio 20, 2012

Navigare necesse est

Premesse incapacitanti, tanto per cambiare.

triremi

Il dibattito culturale e politico di questa torrida estate di crisi si sofferma sul futuro del centro destra come entità organizzata da parte dei cortigiani di Silvio e come identità culturale da parte dei, pochi in verità, intellettuali destrosi.

I primi si lanciano battute che più che proposte politiche sembrano boutade fatte per i propri elettori. “Torniamo a Forza Italia” dice l’ultra-settantenne Silvio Berlusconi, tornando così indietro di 20 anni, forse alla ricerca di una eterna giovinezza più personale che politica. Gli ex-AN rispondono compatti che MAI sudditi dei Forzisti, come se invece fino ad ora a comandare non fosse stato solamente l’inquilino di Palazzo Grazioli (centro “nevralgico” del potere anni 2000…).

Gli sforzi intellettuali invece si concentrano invece sull’anima che codesta nuova entità dovrebbe avere. Ritorno alla “tradizione” pura e nobile dei padri post-fascisti, sovranità in tutte le sue declinazioni, sentimenti di riunificazione (ben poco consistenti), tutto basato comunque sull’adesione valoriale.

Sorvolando sulla ri-discesa in campo del cavaliere e sulla caducità del progetto PdL nato “per opposizione” ad una egemonia democratico-sinistra che si profilava nel ’94, e non già per Volontà e per progetto, preferiamo soffermarci sui proclami intellettualistici di questi mesi.

Il punto focale che in molti non riescono a comprendere, è che l’organizzazione di cui ha bisogno quest’area culturale che per comodità, invece, stavolta NON chiameremo di destra e spiegheremo il perché più avanti, non risiede in partiti o organizzazioni similari. Lo diciamo con forza da anni, ma non nella misura in cui partito è assimilabile a strumento di parte oppure strumento corrotto della democrazia, poiché ha avuto una sua funzione, per anni. Non rinneghiamo la tipologia di strumento bensì critichiamo il contesto. Cioè oggi.

Oggi c’è bisogno di altro e di nuovo per questa area che in vent’anni non ha saputo né voluto costruire nulla che assomigliasse ad un retroterra culturale su cui confrontarsi e dove inchiodare a responsabilità precise gli amministratori della cosa pubblica. Vent’anni in cui nessuna levata di scudi c’è stata contro alcune incongruenze macroscopiche delle azioni governative in cui quelli che oggi fanno i capi rivolta, ieri ne erano ministri.

Il partito o il movimento o le liste civiche o quello che vi pare, deve nascere solo dopo aver compreso che è necessario CREDERE nei proclami, non solamente sbandierarli, è necessario ESSERE ESEMPIO per prima poterlo dare.

Da quando è nata Alleanza Nazionale, e poi il PDL non s’è mai creduto nelle identità ma solo nelle correnti. Non si è mai valorizzato l’altro da sé, per paure di crescite incontrollate, s’è abbandonata la militanza giovanile (che non è un dogma, ma una buona prassi di crescita) per ben più comodi salotti, s’è buttato il bambino con l’acqua sporca insomma, salvo poi venirci a dire OGGI che si può ricominciare da dove eravamo partiti.

Certo che si può ripartire, ma con tutt’altre premesse.

Coagulare, e non per motivi elettorali, tutte le iniziative virtuose che da anni vivono senza essere sotto i riflettori, vedasi progetti sulle sovranità monetarie come lo SCEC oppure i laboratori politici e culturali che magari non danno l’avambraccio quando si salutano, ma che a preparazione, stile e coerenza non sono secondi a nessuno.

E’ necessario unirsi attorno a minimi comuni denominatori per affrontare battaglie epocali come mai quest’epoca aveva vissuto. Guai a parlare di progetti di “Case comuni” se nessuno è disposto al sacrificio ed all’umiltà di chi si rimette in gioco.

Invece di umiliarla è necessario rilanciare l’ attività delle istituzioni più vicine al territorio, che diventa la priorità in paese che ormai non sente più come propria la classe politica. Creare dei veri e propri micro-stati ove ciascuno possa fare il proprio ruolo.

Legare l’attività del deputato eletto ad un vincolo territoriale con uffici preposti a rappresentare le istanze degli abitanti e non segreterie che gestiscono le prebende clientelari.

Ridimensionare le nomine dirigenziali da parte della classe politica nelle società a controllo pubblico.

Corsi obbligatori di aggiornamento per TUTTI gli eletti della amministrazione pubblica.

Limite di 65 anni per funzionari delle pubbliche amministrazioni.

Tutelare in ogni sede gli spazi di aggregazione sani come lo sport, la musica e la cultura.

Chi parla di ritorni a lidi più sicuri, sbaglia e di grosso. Qui bisogna allontanarsi il più veloce possibile da questa melma.

Navigare necesse est, vivere non est necesse.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: